In un momento di ricordo nostalgico della appena conclusa Fashion Week, mi sono scoperta a sorridere soddisfatta ripensando ai nuovi uffici Furla di via Berchet o al nuovo store OVS di Corso Buenos Aires.
Vi starete domandando il perché del mio sorriso compiaciuto…beh, da ingegnere non posso non apprezzare il tocco ‘moda’ dato a questo edifici. Parlo di moda, perché le grandi firme hanno iniziato ad interessarsi a nuove concezioni del costruire o dell’architettura basate sul concetto di eco-sostenibilità.
Pertanto, per le loro sedi è diventato un vero e proprio must seguire i criteri di progettazione che consentono di realizzare o rinnovare uffici, negozi, store utilizzando tecnologie o materiali a basso impatto sull’ambiente. Cosa vuole dire a basso impatto?…che, ad esempio, i materiali utilizzati sono tracciabili o che il ciclo di vita all’interno del negozio è controllato in modo da ottimizzare e ridurre i consumi elettrici ed idrici.
Insomma, sedi stupende e che aiutano l’ambiente. Che ne dite? Questo must, occorre dirlo, non è solo un vezzo però. Esistono, infatti, delle specifiche certificazioni ottenibili solo rispettando rigidi protocolli sviluppati a livello internazionale. Il percorso dunque è articolato, ma sempre più di interesse crescente per i brand della moda. Lo stesso futuro quartier generale di Gucci in via Mecenate aspira alla certificazione di Leadership in Energy and Environmental design! Quindi non ci resta che aspettare la chiusura di questo cantiere per poter ammirare un’altra creazione eco-sostenibile!

